Psicologia dell'emergenza



La Psicologia dell’Emergenza e' una disciplina di intertesse sociale estremamente ampia e che risente di contributi diversi della psicologia (Psicologia Clinica, Psicologia Sociale, studi sulle comunicazioni di massa, Psicologia Ambientale, Psicologia di Comunità e la Psicologia della Salute).
Questa materia si sviluppa a partire dall’esigenza di avere un modello di riferimento per tutti gli operatori che lavorano nel soccorso psicologico. La psicologia dell'emergenza, è una disciplina che si occupa dei processi psicologici e sociali che si sviluppano in situazioni di forte criticità, che si presentano come un trauma alla coscienza dell’individuo e della collettività e non rientrano nella norma. Situazioni come terremoti, attacchi terroristici, incidenti che comportano pericolosità chimica o nucleare, investono l’intero tessuto sociale, sono portatori di ansie a livello collettivo, che vanno trattate in modo diverso dalla psicoterapia rivolta al singolo.
Una delle peculiarità della Psicologia dell’Emergenza è proprio quella di trattare la persona non come portatrice di un sintomo o una patologia da curare, ma di una sofferenza che emerge in modo acuto in seguito a un forte trauma. Inoltre, gli individui non vengono presi in modo isolato, ma considerati nel contesto di provenienza. In questo modo l’intervento psicologico assume una valenza psicosociale poiché considera i correlati collettivi del disagio post-traumatico. Questo significa fornire aiuto all’intera comunità colpita dall’emergenza.
Il tipo di soccorso prestato assume diverse forme: dalla riconnessione del tessuto sociale, alla riattivazione dei servizi territoriali, alla semplificazione della comunicazione. Nell’ottica dell’empowerment lo psicologo deve essere un facilitatore che aiuti le persone nel potenziare le strategie di coping e ad essere in grado di riprendere in mano le redini della propria esistenza. E’ necessario essere in grado di gestire i conflitti che possono originarsi all’interno della comunità, o tra diversi gruppi. Bisogna incentivare la ripresa delle normali attività, oltre che per motivi di natura pratica, anche per sostenere la comunità colpita nel riprendere fiducia, gradualmente, nel futuro. E’ opportuno tenere conto delle diverse specificità della comunità in cui si va ad operare: sono indicatori importanti la composizione della popolazione, dal numero degli anziani, a quello degli stranieri, delle coppie con figli, e del livello culturale.